Percorso gratuito · iscrizioni chiuse
Le iscrizioni a questa edizione delle Nove Notti sono chiuse. Il percorso è cominciato, la stanza è chiusa, e non si entra più.
Se e quando tornerà, lo scrivo nella Lettera del Bosco. Non c’è un altro modo per saperlo.
Le Nove Notti
Un percorso gratuito sull’ombra, nelle nove notti che portano a Samhain
Mettiamo subito da parte il mostro.
L’ombra non è il male che vi portate dentro, non è una cosa da sconfiggere e non è una cosa da purificare. È più semplice e più scomoda di così: è quello che avete messo in cantina per essere accettati.
Da piccoli abbiamo imparato in fretta quali parti di noi portavano amore e quali no, e le seconde le abbiamo messe via. Non sono morte, perché in cantina non muore niente. E non è finito giù solo il peggio: insieme alla rabbia e all’invidia ci sono finiti il talento, la forza, la tenerezza. Quella si chiama l’ombra d’oro, ed è la parte che costa di più andare a riprendere.
Questo percorso non combatte niente. Va a riprendere.
E lo fa in quel periodo perché è il tempo giusto. L’anno va verso il buio, le giornate si accorciano, la Ruota scende verso Samhain. Non si disturba il buio in qualunque momento: si fa quando il buio c’è già, e si fa accompagnati.
Come funziona
Nove notti, dal giorno in cui il Sole entra in Scorpione fino a Samhain. Ogni mattina arriva una mail: una parte scritta che spiega il pezzo di lavoro di quella notte, e poi una pratica guidata da fare la sera, da soli, a casa propria. Alla fine una domanda, una sola, a cui si risponde in una riga.
Una stanza chiusa, dove chi vuole lascia la sua riga e legge quelle degli altri. Non è un gruppo di discussione e non è un posto dove si commenta la vita di nessuno: si condivide la riga, non la storia.
Due dirette, una per aprire e una per chiudere. Non si registrano, e questo non cambia.
E due mail prima che si cominci, nei giorni fra l’iscrizione e la partenza, perché alla prima notte si arrivi sapendo già di cosa stiamo parlando.
Come sono fatte le nove notti
| Quando | Cosa |
|---|---|
| La prima notte | La diretta di apertura, e la prima pratica si fa insieme |
| Entro la terza notte | Ultimo giorno per entrare nella stanza |
| La nona notte | Cade a Samhain |
| Qualche giorno dopo | La diretta di chiusura |
Chi si iscrive a percorso già cominciato riceve comunque tutte le mail dall’inizio. Nella stanza invece si entra fino alla terza notte, perché un cerchio che si apre e si chiude in continuazione non è un cerchio.
Cosa serve
Una candela. Un quaderno usato solo per queste nove notti, e una penna. Più avanti un sasso raccolto fuori casa, un foglio e una ciotola di terra.
Cosa chiede, e cosa non è
Mezz’ora la sera, più o meno. Alcune notti meno, due o tre notti di più.
Non è un percorso di terapia e non la sostituisce. Si lavora su tratti, su frasi e su abitudini, non sui ricordi dolorosi, e fermarsi quando serve fa parte del lavoro, non è un fallimento. Se in questo periodo state attraversando qualcosa di grosso, questo non è il momento, e non c’è niente di male a rimandare.
Nessuno interpreta l’ombra di un altro. Nella stanza non si danno consigli e non si fanno diagnosi.
Quello che si dice nella stanza resta nella stanza.
Ogni notte si chiude, anche quando la pratica non è finita. Si chiude sempre.
È gratuito, e non c’è niente da comprare, né durante né dopo.
Il percorso è per persone maggiorenni.
Non so ancora se tornerà
Questo percorso è nato per un autunno preciso e ha fatto il suo lavoro. Se rifarlo, quando e in che forma, lo deciderò più avanti.
Quello che posso dire è dove lo scriverò. Una volta a settimana mando La Lettera del Bosco: il cielo della settimana, le piante del momento, e le cose che si fanno in questo periodo dell’anno. Se e quando le Nove Notti tornano, chi è lì lo sa prima che diventi pubblico.