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21 giugno 2026

Midsummer — il giorno in cui la luce tocca il massimo

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Passeggiata botanica del Midsummer Open Day alla Radura delle Fate

Il solstizio estivo è il punto in cui l'anno gira.

Non nel senso figurato in cui si dice che qualcosa gira — nel senso letterale, astronomico, biologico. Il 21 giugno il sole tocca il punto più alto della sua traiettoria e inizia a tornare indietro. Da quel momento le giornate si accorciano, anche se l'estate è appena cominciata, anche se il caldo deve ancora arrivare, anche se tutto sembra al suo massimo splendore.

È proprio questo il paradosso di Midsummer: il momento più luminoso dell'anno è anche il momento in cui la luce inizia a cedere.

Le tradizioni celtiche e la cultura popolare italiana lo sapevano. I falò di San Giovanni, accesi nella notte tra il 23 e il 24 giugno, non sono una celebrazione — sono un atto apotropaico, un tentativo di trattenere la luce che se ne va. Le erbe raccolte in questo periodo — iperico, verbena, lavanda, ruta, assenzio — sono piante di confine, piante del momento in cui il velo tra i mondi è più sottile. Non si raccolgono in qualunque momento. Si raccolgono adesso, in questi giorni precisi, perché la loro potenza è legata al ciclo che le ha generate.

La passeggiata botanica

Domenica 21 giugno ho condotto la passeggiata botanica del Midsummer Open Day alla Radura delle Fate.

Abbiamo camminato lentamente. Mi piace che le passeggiate botaniche siano lente — la velocità è nemica dell'attenzione, e l'attenzione è tutto quello che serve per cominciare a capire una pianta. La verbena era al massimo della fioritura, i piccoli fiori viola appoggiati sugli steli sottili come scrittura. L'achillea bianca si era aperta tutta. L'issopo profumava in modo diverso dal solito — più denso, quasi medicinale. Le piante al solstizio hanno qualcosa di urgente, come se sapessero che il momento sta per passare.

FATE — Oltre il Velo

Ho presentato il mio secondo libro — FATE — Oltre il Velo. Folklore e pratica del Popolo dell'Altro Mondo nella tradizione italiana — nel mezzo del giardino, sotto il castagno, con le persone sedute intorno. Non in una libreria, non su un palco. In un posto in cui il Piccolo Popolo di cui parlo nel libro ha qualche probabilità di essere presente.

Le fate di questo libro non sono creature consolatorie. Sono il Popolo dell'Altro Mondo della tradizione irlandese e italiana — imprevedibile, potente, radicato nei luoghi e nei cicli naturali. Abitano i margini: i confini tra i campi, le acque notturne, i boschi ai bordi dei villaggi. Abitano le piante liminali — il sambuco, il biancospino, l'elleboro — e i giorni di passaggio come questo.

Due copie del libro sono rimaste in Radura, affidate a qualcuno.

Il momento

C'è sempre un momento, in certi giorni, in cui il giardino smette di essere sfondo e diventa qualcosa di più attivo. Non so come descriverlo con precisione. So che domenica quel momento è arrivato, e che chi era lì probabilmente lo ha sentito anche senza che io lo dicessi.

Il solstizio è passato. Da adesso la luce torna indietro, un minuto alla volta.

Il Piccolo Popolo sa sempre quando è il momento di ritirarsi.

🌿 Lilithluna

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